Su 28 de Abrile in s’annu 2020

Il 28 Aprile, giornata del Popolo sardo, ci dà modo di fare alcune riflessioni sulla condizione attuale della nostra Nazione e, prendendo spunto dagli avvenimenti storici della Sarda Rivoluzione, non possiamo che fare un parallelo tra le condizioni attuali e quelle dei sardi al tempo dei moti angioiani. È compito degli storici stabilire se il sentimento che ispirò Angioy possa essere definito strettamente indipendentista o meno ma, al di là di questo, ci sentiamo di dire che, come recita un motto a lui attribuito, tutto ciò che ha fatto lo fece “Pro su bene de sa Natzione”.

In un momento in cui nello Stato italiano si ha un rigurgito sempre più forte verso l’accentramento del potere politico che va nella direzione della ricentralizzazione amministrativa e contro le Autonomie non possiamo non pensare a ciò che portò alla Rivoluzione in Sardegna: la volontà di una parte della classe dirigente sarda di riformare lo status quo Sabaudo e l’appoggio ai rivoluzionari da parte delle milizie popolari in tutta l’isola. Il confronto tra la classe dirigente sarda di allora e quella odierna è impietoso:

l’appiattimento della politica isolana su posizioni eterodirette dalla politica italiana fa dei nostri governanti i degni eredi dei reazionari Pintor, Musso e Guiso che in nome del Re sabaudo, dopo aver tradito Angioy e la Rivoluzione, guidarono la repressione dei Repubblicani sardi.

Sappiamo che i nostri orizzonti sono più ampi e che non ci basta moderare la stretta dello Stato italiano sulla volontà di autogoverno dei sardi ma sappiamo che, anche in questo tempo, i primi avversari del diritto di autodeterminazione del nostro Popolo sono “sos barones” della politica “italiana di Sardegna”.

Nel solco del sogno rivoluzionario di Juanne Maria Angioy, babbu mannu de sa Patria sarda, crediamo che anche in questo tempo solo una classe dirigente che ha a cuore le sorti del proprio Popolo, lavora per esso – ed insieme ad esso – ci potrà portare verso l’emancipazione nazionale e sociale dei cittadini di Sardegna e della nostra terra: Est s’ora!


Bona Die de sa Sardigna,
Luigi Todde (Segretariu Natzionale)



Custa, pobulos, est s’hora
D’estirpare sos abusos!
A terra sos malos usos,
A terra su dispotismu;
Gherra, gherra a s’egoismu,
Et gherra a sos oppressores;
Custos tirannos minores
Est prezisu humiliare.

Su patriotu sardu a sos feudatarios