Sa Die de sa Sardigna, l’insularità in Costituzione e il coronavirus: improbabili parallelismi

Sarebbe stato bello poter festeggiare il 28 Aprile, giornata importantissima per la Storia della Sardegna, in un modo diverso, condiviso e sentito, se solo la classe politica e istituzionale sarda le avesse dato il peso e l’importanza che merita. Meglio: se ne fosse stata semplicemente all’altezza.

Paragonare la lotta dei sardi durante i Moti Rivoluzionari del 1794 all’inserimento dell’insularità nella Costituzione italiana, come sciaguratamente accostato dal capogruppo della Lega in Consiglio Regionale, Dario Giagoni, si inserisce appieno in una nefasta tradizione di scelte politiche all’insegna di una condizione di subalternità.

Rivendicare l’insularità in Costituzione significa unicamente lottare per avere una catena più lunga, e non si può essere liberi scegliendo quale sia la catena più comoda per il nostro guinzaglio: bisogna recidere la catena, bisogna liberarsi dal guinzaglio.

Le parole di Giagoni seguono di pochi minuti il grottesco parallelismo effettuato dal Presidente della Giunta Regionale, che paragona la lotta ai Piemontesi cacciati nel 1794 alla lotta per sconfiggere il Covid-19. Qualsiasi occasione è ghiotta per evitare di parlare dei veri motivi che portarono, due secoli orsono, ai fatti che oggi celebriamo con l’attuale ricorrenza.

Offesa, sminuita e umiliata, la memoria della Sarda Rivolutzione resiste, sopravvive, si aggrappa con le unghie nell’anima di chi ama la Sardegna, di chi ha scelto di continuare a lottare contro l’occupazione e la repressione militare, l’inquinamento ambientale e industriale, la cementificazione delle coste, la subalternità politica e culturale, i “governi amici”, il ricatto occupazionale, la cancellazione della propria memoria e identità.

Il 28 aprile del 1794 è una data simbolica, ma l’impegno politico per la Sardegna va portato avanti ogni singolo giorno e non può essere delegato ad altri. Non si può essere contemporaneamente oppressi e oppressori, non si può essere di conseguenza contemporaneamente sardi e italiani: occorre fare una scelta, che è scelta di vita e non politica, perché è una scelta di libertà.

Festeggiamo allora la Festa di tutti i Sardi e continuiamo a lavorare per una Sardegna più giusta, continuiamo a lavorare per la nostra Repubblica.

Esecutivu Natzionale
Progetu Repùblica de Sardigna