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Progetu Repùblica sull’emergenza della pediatria a Sassari

Il Tzentru de Atividade di ProgReS Sassari denuncia la grave situazione della sanità nel nord Sardegna ed in particolare il numero ridotto di pediatri e la scarsa capacità di gestione della situazione attuale da parte della ASL.

A causa del pensionamento di parecchi pediatri nel distretto di Sassari ne rimangono solamente otto per coprire le necessità sanitarie di tutti i bambini della seconda città sarda. Di questi otto medici alcuni sono prossimi alla pensione, una situazione prevedibile da anni e ben conosciuta dalla ASL ma per la quale non si è attuato nessun provvedimento preventivo.

Il quadro della situazione creata dall’emergenza Covid – contesto in cui le famiglie hanno più bisogno di controlli pediatrici sia per l’emergenza sanitaria, sia per la gestione dell’ordinario – abbinato alla carenza di informazioni dovuta sia alla chiusura degli sportelli di Via Tempio che alla mancanza di risposte alle chiamate degli utenti, anche di chi ha necessità urgenti, sta determinando una situazione sempre più precaria.

In tutto questo caos, le forze di Governo cittadino sembrano preoccupate da altro, mentre l’opposizione del PD in consiglio comunale denuncia il problema – sollecitando le nomine da parte della RAS – ma dimenticandosi i danni creati dalla propria parte politica nella passata legislatura regionale: la gestione scellerata della ASL e i tagli alla sanità derivano dalla volontà politica della Giunta precedente e sono le stesse scelte del centrosinistra italiano che ci hanno portato in questo stato di crisi.

Progetu Repùblica chiede che vengano subito nominati dei pediatri in sostituzione dei pensionati e dei pensionandi di fine 2020, in maniera da garantire l’assistenza adeguata ai genitori che devono gestire le difficoltà di bambini e ragazzi a scuola anche durante questo particolare periodo di allerta sanitario.

Le forze politiche italiane in Sardegna, con i loro comportamenti, hanno dimostrato che la salute dei sardi può essere sacrificata nel nome degli interessi d’oltremare; il Covid-19 ha invece provato che i tagli lineari alla sanità, fatti ignorando le esigenze territoriali, alla fine presentano sempre un conto salato.