Indipendentisti lotta precariato

Sosteniamo la lotta dei precari dell’istruzione

ProgReS – Progetu Republica – sostiene la lotta del coordinamento precari della Sardegna e sarà presente con una propria delegazione alla manifestazione di Sassari.

La battaglia del coordinamento precari della Sardegna è emblematica della condizione di svantaggio in cui si trovano i lavoratori sardi. Le cause sono tutte politiche. L’Italia ha sempre utilizzato l’istruzione come potenziale bacino elettorale oppure come spesa da tagliare in maniera confusa e irrazionale, senza mettere al primo posto l’interesse dei cittadini, ancora meno quelli sardi. I politicanti isolani, succubi della volontà dei partiti d’oltremare, nonostante dati che dimostrano chiaramente il fallimento epocale della scuola italiana in Sardegna non hanno mai fatto nulla per creare un cambiamento positivo o per difendere il bene dei nostri insegnanti e studenti.

La nostra proposta è che i precari che hanno insegnato in Sardegna negli ultimi anni vengano stabilizzati, e soprattutto che, per avere una cattedra negli istituti sardi, venga inserito come obbligatorio il requisito della conoscenza della Lingua e della cultura sarda. Qualora questo non avvenisse, avremo una nuova diaspora di giovani sardi che saranno costretti ad andare a insegnare in Italia, vanificando il lavoro di anni, e continuando a far spopolare la Sardegna.

Una catastrofe culturale che la nostra Isola non si può permettere.

Chiediamo alle altre forze dell’area indipendentista di appoggiare questa battaglia perché la scuola è un settore fondamentale per il futuro della Sardegna: solo la classe politica al potere, che difende gli interessi italiani in Sardegna, vuole che i sardi non abbiano diritto ad un educazione adeguata che li prepari per costruire un domani prospero per l’Isola. Per avere una formazione all’altezza delle sfide dell’avvenire dobbiamo avere degli insegnanti che conoscano il territorio, la cultura e la Lingua sarda e che abbiano la tranquillità di svolgere il loro delicato lavoro, senza essere sempre in bilico tra incertezza delle sedi e disoccupazione.

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