Ordinanza sugli spostamenti: un Solinas incerto superato dal Popolo sardo.

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Progetu Repùblica esprime soddisfazione per la decisione del Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Cristian Solinas, di emettere un’ordinanza che fissi dei termini restrittivi sugli spostamenti verso la Sardegna dalle cosidette “zone rosse” italiane.

Questa scelta, pur scongiurando il contributo di fattori esterni che avrebbero potuto contribuire all’avvio di una “terza ondata” epidemica, non deve essere tuttavia considerata una decisione che assolve il Presidente e la Giunta regionale da una serie di errori che, anche negli ultimi giorni, hanno rischiato di mettere ancora più in crisi – sanitaria, sociale ed economica – la nostra terra.

Sicuramente la mobilitazione popolare dei cittadini di Sardegna, che attraverso diverse iniziative spontanee hanno chiesto a gran voce l’estensione di provvedimenti restrittivi sugli arrivi nell’isola, ha pesato sulle scelte fatte dal Governo regionale.

Anche l’operato delle amministrazioni locali e quello dell’associazione degli amministratori nazionalisti (Corona de Logu), di cui fanno parte gli eletti di Progetu Repùblica, ha contribuito a creare le condizioni che hanno portato alla limitazione degli spostamenti degli italiani verso le “seconde case” precedendo – de facto – l’ordinanza del Presidente Solinas.

Questo risultato di straordinaria valenza politica non può comunque nascondere le mancanze e gli errori strategici di una Giunta politicamente eterodiretta da interessi e partiti politici lontani dall’isola: probabilmente sulla scelta di emettere l’Ordinanza sono stati molto più influenti gli incerti  risultati del tracciamento degli sbarchi dei migranti stagionali che le pressioni politiche e sociali nei confronti del Presidente Solinas.

Come ormai è prassi in Regione i ritardi e i tentennamenti sulle decisioni da prendere hanno rischiato di mettere nuovamente a repentaglio la salute e l’economia della Sardegna: il Presidente avrebbe dovuto – come richiesto anche da Progetu Repùblica in una nota del 15 marzo – emettere la sua ordinanza all’indomani dell’emanazione del Decreto Legge italiano come ha fatto il suo omologo valdostano Erik Lavevaz; la mancanza di reattività in uno stato di crisi così persistente è indice di una gestione confusionaria, pericolosa e di mancanza di buon senso da parte del Governo Regionale che in questo contesto ha rischiato ancora una volta di rendersi complice delle decisioni scellerate del Governo italiano.

Come purtroppo succede da quasi un anno – e  per l’ennesima volta – gli attivisti di Progetu Repùblica si ritrovano a commentare provvedimenti e iniziative di buon senso che nel tempo sono state proposte e rese pubbliche anche dalla nostra organizzazione politica; solo sul tema dei trasporti e degli spostamenti vorremmo ricordarne alcuni:

  • Aprile 2020: Progetu Repùblica chiede la “Proroga temporanea della chiusura dei tre aeroporti sardi al trasporto convenzionale di viaggiatori” per preservare l’isola dai contagi;
  • Aprile 2020: ProgReS propone un sistema di spostamenti, anche tra comuni, che anticipa di sette mesi l’istituzione di zone a diverso rischio epidemiologico da parte del Governo italiano;
  • Maggio 2020: dopo la prima riapertura della circolazione ProgReS propone che gli spostamenti avvengano solo tra regioni – italiane o europee – tra cui i parametri epidemiologici siano comparabili.

Come per gli esempi portati, le proposte di buon senso – da parte di forze politiche e società civile – non mancano e sono spesso facilmente attuabili e indubbiamente efficaci: purtroppo per metterle in atto occorre avere, oltre che il potere legislativo per farlo, anche indipendenza politica e gestionale, caratteristiche che in settanta anni di “Autonomia Speciale” i Governi della RAS non hanno mai avuto.

Progetu Repùblica auspica pertanto che in futuro tutte le scelte gestionali e operative da parte del Governo regionale siano dettate esclusivamente dalla prospettiva di dare ai cittadini di Sardegna le massime garanzie sia dal punto di vista sanitario che da quello amministrativo, senza condizionamenti esterni o scelte fatte per assecondare strumentalmente i giochi di potere della politica italiana.