Nuova ondata di Blue Tongue: le responsabilità politiche e amministrative

Leggi anche il comunicato precedente sulla Blue Tongue:
La blue tongue e le inadempienze delle istituzioni sanitarie sarde


La Blue Tongue continua a dilagare nelle campagne della Sardegna. Gli ultimi dati sono impietosi, 684.000 capi coinvolti con 1.913 focolai e 9.388 capi morti, ma i dati sono in continua crescita e la malattia è attestata in quasi tutto il territorio. Senza considerare il danno provocato dal completo blocco della movimentazione del bestiame e soprattutto dagli aborti. A farne le spese indirettamente sono anche gli allevamenti bovini vittime anch’essi del blocco delle movimentazioni e delle vendite.

Per contro, attorno al problema stiamo assistendo al solito becero teatrino della politica, quasi incurante dello tsunami che sta investendo la vita di migliaia di famiglie sarde, compromettendone il futuro e il lavoro di decenni.

Il dibattito politico, che questi giorni sta coinvolgendo anche le associazioni di categoria, riguarda lo stanziamento degli indennizzi per gli allevatori, per compensare il valore dei capi perduti e per far fronte alle spese veterinarie di quelli in cura, oltre alle spesa dei repellenti.

Tutto fa pensare che gli indennizzi arriveranno nelle prossime settimane, inseriti nella Legge Omnibus.

Ma non si possono non considerare le responsabilità politiche ed organizzative che hanno portato a questa situazione.

Il sistema di monitoraggio, di prevenzione e di vaccinazione, che doveva essere attuato prima del dilagare della malattia non ha funzionato: sono gravissime le responsabilità dell’Assessorato alla Sanità e dei vertici dell’ATS nel settore della Sanità Animale.

Già nel mese di maggio, il direttore del servizio veterinario regionale (che fa capo all’assessorato) Antonio Montisci, ha comunicato alla direzione di ATS Sardegna la mancanza di personale per le vaccinazioni invitandola ad impiegare il personale necessario nelle misure di profilassi e ad adottare provvedimenti necessari per ottimizzare l’impiego del personale dedicandolo alla prevenzione contro la Blue Tongue.

L’ATS non ha mai risposto a questa nota di Montisci, disinteressandosi del problema e creando le condizioni affinché il morbo potesse proliferare. Gravi inadempienze quindi negli Assessorati alla Sanità e nell’Assessorato all’Agricoltura che dovrebbero procedere congiuntamente, ma anche di ATS e della Commissione Attività Produttive, presieduta per l’appunto da un Veterinario profondo conoscitore del mondo agro-pastorale.

ProgReS – Progetu Repùblica de Sardigna si unisce al coro di coloro che richiedono immediati indennizzi per gli allevatori, tuttavia sottolinea che non è con i sussidi che si risolvono le questioni dell’agricoltura e della zootecnia sarda. Servono interventi strutturali efficaci nelle campagne, serve informazione e formazione degli operatori, servono molti più veterinari nelle sedi periferiche delle ATS veterinarie: serve un cambio di passo totale che metta il settore agricolo e zootecnico al centro di una politica economica e sanitaria seria ed efficace.

ProgReS auspica che si faccia luce sulle vere responsabilità di questa strage annunciata: un tale disastro economico si ripercuoterà negli anni a venire e non riguarderà solo il settore ovino e bovino, ma interesserà a cascata tutti gli altri comparti strettamente connessi coinvolgendo migliaia di persone.

La leggerezza con cui vengono affrontate problematiche relative ai settori chiave della nostra economia – mettendoli a repentaglio – deve essere resa pubblica ed eventualmente pagata con le dimissioni dei responsabili.