I Giganti e la gestione italiana del patrimonio archeologico della Nazione sarda.

TzdA ProgReS – Aristanis 🌿

La recente mobilitazione dei Cabraresi, schierati in maniera compatta contro lo spostamento di alcune delle statue di Mont’e Prama dal museo comunale verso il nuovo centro di restauro di Calamosca a Cagliari, evidenzia ancora una volta le polemiche sulla gestione del patrimonio archeologico sardo da parte delle Soprintendenze italiane.

La comunità di Cabras che, dopo quarant’anni dalla loro scoperta, ha potuto riaccogliere solo nel 2014 una parte delle decine di statue e reperti rinvenuti nel proprio territorio, vede la sottrazione temporanea per il restauro di alcune delle Statue come una minaccia per la loro permanenza futura nel Museo Civico e chiede che il restauro avvenga nella stessa struttura che le ospita.

Centrale nella questione è però la visione d’insieme nella quale ogni scelta da parte della Soprintendenza viene presa e posta in essere:

Per lo Stato italiano le statue di Mont’e Prama, come tutti i reperti rinvenuti nella Repubblica, sono proprietà dello Stato per cui è lo Stato stesso che le gestisce sotto ogni aspetto e ne determina la destinazione finale.

Tutto questo accade nonostante gli accordi stipulati nel 2017 tra la Soprintendenza italiana, la Regione Autonoma della Sardegna e il Comune di Cabras sul “Sistema di valorizzazione integrata territoriale del Sinis – Terra di Mont’e Prama”, che dovrebbe tutelare e valorizzare i beni archeologici e museali della cittadina con precise strategie mirate, oltre alla conservazione ed al restauro dei beni, alla loro fruibilità pubblica ed alla crescita di un sistema turistico ed economico fondamentale per il territorio.

Già nel 2015 il restauro di due delle statue di Mont’e Prama, effettuato nel Museo Civico Giovanni Marongiu di Cabras, oltre a permettere ai beni archeologici di rimanere un corpo unico e indiviso con il sito di appartenenza, ha dato nuove opportunità lavorative alla comunità.

Progetu Repùblica esprime vicinanza e sostegno alla comunità di Cabras e auspica che i lavori di restauro dei Giganti di Mont’e Prama si effettuino, con tutte le tutele del caso, nella cittadina lagunare che ha già messo in essere delle azioni volte a creare un connubio tra restauro e turismo.

Questa situazione pone in evidenza ancora una volta i limiti di una gestione completamente distorta del patrimonio archeologico sardo da parte delle Soprintendenze italiane che, da quanto traspare dalle dichiarazioni del Presidente Solinas, non hanno nessun collegamento o interlocuzione con la RAS nemmeno su scelte e decisioni che dovrebbero essere fatte di comune accordo tra gli enti ed in sinergia con gli organi interessati.

Quello che tristemente emerge, anche in questo episodio, è la generale mancanza da parte dello Stato italiano di una qualsivoglia strategia di studio, recupero, valorizzazione e fruizione di uno dei più vasti patrimoni archeologici – la cui reale entità è ancora sconosciuta – e la contemporanea situazione di abbandono di centinaia di siti e beni che sta irrimediabilmente minando la loro integrità e depauperando ulteriormente un patrimonio che è stato depredato e smantellato arricchendo collezioni private e di musei esteri sin dall’epoca sabauda.

Progetu Repùblica ritiene che la gestione dei beni culturali della Nazione sarda non possa essere ancora delegata a centri di potere italiani: le Soprintendenze, al pari delle Prefetture, rappresentano gli organi periferici di controllo del Governo italiano sul nostro territorio, sono organi politici i cui dirigenti sono nominati direttamente dal Ministero.

In un’ottica di emancipazione culturale e nazionale la Regione Autonoma della Sardegna dovrebbe mettere in campo tutti i propri mezzi per ottenere la gestione diretta delle Soprintendenze, così come avviene in altre Regioni Autonome dello Stato, in maniera tale che le decisioni politiche e strategiche riguardanti la nostra cultura, la nostra storia e tutto ciò che ne deriva siano autogovernate.

Fatte queste considerazioni e con questi intenti Progetu Repùblica si rende disponibile a sostenere la comunità di Cabras con azioni concrete, insieme a chi si è già schierato a favore della vertenza, e lancia un appello al Popolo sardo per un sostegno compatto e organico in difesa del nostro patrimonio archeologico nazionale.