Difendere la Libertà

Leggi il Documento Politico di ProgReS sull’emergenza Covid19:

Dati e grafici su: Sardinia. Focus Covid-19 Coronavirus


Premesse – Nelle prime due parti di questo Documento Politico Progetu Repùblica si è occupato dell’analisi della gestione dell’emergenza e di fare delle proposte sulla fine della crisi e per la riapertura delle attività in Sardegna; in questa ultima parte ci siamo dedicati a valutare lo stato di salute delle nostre Libertà fondamentali e di quali effetti ha avuto questa situazione eccezionale su di loro.


Durante questo periodo abbiamo assistito ad un utilizzo dei media da parte della classe dirigente che ha generato panico e irrazionalità nelle persone; tutto ciò avveniva proprio nel momento in cui sarebbero stati opportuni pacatezza, puntualità e correttezza dell’informazione.

A partire dai messaggi ai cittadini fatti dal Primo Ministro Conte fino ad arrivare alle esternazioni degli amministratori locali, si è spesso privilegiato lo sciovinismo ad un’analisi approfondita e circostanziata.

L’utilizzo di continui richiami al senso di appartenenza ad una presupposta italianità è stato un espediente retorico utilizzato per convincere i cittadini della Repubblica di far parte di un grande sforzo comune,  renderli partecipi e coinvolgerli in una operazione che si è resa necessaria per l’inadeguatezza della gestione dell’epidemia.


In una situazione in cui, tramite l’emanazione di Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri (D.P.C.M) e Decreti Ministeriali, lo stesso Conte e il suo Governo hanno de facto esautorato il Parlamento dalle sue funzioni – contravvenendo al principio di separazione dei poteri esecutivo e legislativo – facendo dell’eccezionalità una regola, diversi amministratori locali si sono profusi in iniziative e delibere ancora più restrittive, in alcuni casi palesemente inutili se non controproducenti o addirittura illegittime

Anche in Sardegna non sono mancati i casi clamorosi di informazione faziosa e smania di controllo sociale come l’installazione di manifesti e campagne murarie di dubbio gusto e tendenti alla colpevolizzazione del cittadino o l’istituzione di vere e proprie tessere annonarie: questi esempi ci hanno fatto riflettere sulla deriva autoritaria, la smania di protagonismo e l’impreparazione ad affrontare l’emergenza di una parte della classe dirigente isolana.


La nostra classe politica in molti casi ha preferito, senza tenere conto delle peculiartità territoriali sarde, porre divieti su pratiche, quali l’attività fisica all’aperto, riconosciute dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità come benefiche per la salute pubblica anche in questa situazione; in alcuni casi si sono ampliate per decreto le limitazioni agli orari e ai giorni d’apertura degli esercizi commerciali e la limitazione del servizio di trasporto pubblico, entrambi interventi illogici: diminuire l’arco temporale di accesso a servizi essenziali ha l’effetto di concentrare in meno tempo le stesse persone nel medesimo spazio fisico andando di fatto contro il principio di evitare gli assembramenti.

Come già detto, il proliferare di provvedimenti e la narrazione tossica volta a terrorizzare e colpevolizzare il cittadino ha portato a comportamenti sociali stigmatizzabili e talvolta favoriti dalle stesse autorità: l’istituzionalizzazione della delazione, spesso infondata, ha generato ulteriore malessere in un contesto già provato dalla situazione emergenziale.

La stessa narrazione incentrata su paragoni di stampo bellico come  “la guerra al nemico invisibile” ha portato l’opinione pubblica ad individuare dei “nemici” – dai famigerati “runner”, ai passeggiatori seriali, arrivando persino ai bambini – che hanno distratto i cittadini dal vero problema: il contenimento dell’epidemia e la sua gestione disastrosa da parte delle istituzioni.

Ci preoccupa che l’accettazione di alcune restrizioni e l’abuso di utilizzo di certi dispositivi da parte di Governo e amministrazioni locali si traduca in una accettazione passiva delle  limitazioni alla libertà con l’induzione alla rinuncia inconsapevole di alcuni diritti fondamentali.

In un contesto di sospensione di alcuni diritti, quali quello alla mobilità, che si è reso necessario per il contenimento dei contagi, Progetu Repùblica e i suoi attivisti chiedono a tutti di vigilare con attenzione sulle iniziative arbitrarie, sugli abusi d’autorità e sui pericoli per le Libertà ed i diritti collettivi ed individuali che non possono essere violati nemmeno in queste circostanze.