Deposito unico delle scorie: nessun allarmismo ma restiamo vigili.

Nella notte tra il 4 e il 5 gennaio la Sogin – società pubblica di gestione del nucleare – ha pubblicato la “Carta nazionale delle aree più idonee” per la costruzione del sito unico italiano di deposito delle scorie nucleari a medio e basso potenziale. La mappa indicante i 67 siti giudicati “idonei”, su cui il Governo italiano aveva imposto il segreto di Stato dal 2015, è stata quindi rivelata confermando le indiscrezioni che volevano presenti nella stessa più siti individuati anche in Sardegna.

Alla luce di questi fatti Progetu Repùblica ritiene fondamentalmente ingiustificato il sensazionalismo mediatico e l’allarmismo scaturito oggi in Sardegna da questa notizia: sui 67 siti individuati nello Stato italiano 23 sono stati valutati dalla Sogin tra i più interessanti per la costruzione del deposito e nessuno di questi è stato individuato sull’isola.

Come si può leggere nella documentazione prodotta dalla Sogin, i siti insulari – pur essendo idonei per lo stoccaggio – risultano essere “logisticamente svantaggiati” perché il trasporto sull’isola necessiterebbe di infrastrutture da realizzare come le aree di stoccaggio dei rifiuti (nei porti d’imbarco e di sbarco), la predisposizione di banchine dedicate e fornite di adeguate attrezzature di movimentazione a norma di sicurezza nucleare, oltre a navi adatte al trasporto delle diverse tipologie di rifiuti; inoltre la distanza dalle aree in cui sono attualmente stoccate la maggior parte delle scorie – Piemonte e Sicilia – costituisce un ulteriore limite logistico per i siti sardi.

Queste considerazioni non devono tuttavia distogliere le istituzioni isolane, e tutti i sardi, dal vigilare sugli sviluppi di questo processo in particolar modo nelle fasi successive che nei prossimi mesi consisteranno nell’avvio di un dibattito pubblico sull’individuazione del sito unico che vedrà la partecipazione di enti locali, associazioni di categoria, sindacati, università ed enti di ricerca.

Progetu Repùblica vigilerà sul rispetto della volontà popolare – espressa nei Referendum – consapevole dell’idea che il vero problema, e unica causa per cui la nostra terra è su quella mappa, sia la dipendenza istituzionale della Nazione sarda dallo Stato italiano.

ProgReS auspica che in questo frangente ai proclami fatti a mezzo stampa dalle forze politiche di governo e opposizione in Sardegna seguano – nel caso fosse necessario – azioni che tengano fede al chiaro indirizzo politico che il Popolo sardo ha già ribadito più volte utilizzando il mezzo di espressione della volontà popolare più democratico e rappresentativo.