Per la riapertura graduale delle attività in Sardegna.


Dal Documento Politico di ProgReS: Come uscire dall’emergenza Covid19


Vista la condizione di insularità, l’attuale blocco degli spostamenti verso l’isola, le misure restrittive per chi rientrerà ed è rientrato nelle scorse settimane, l’andamento dei contagi e lo stabilizzarsi delle forniture nei presidi ospedalieri sardi riteniamo che sia opportuno al più presto riaprire le attività produttive che hanno le caratteristiche idonee a mantenere in un primo momento un basso potenziale di assembramento delle persone.

Riteniamo altresì che visti i dati epidemiologici sull’età media dei contagiati e l’età media dei decessi in Sardegna (79,8 anni, dato aggiornato al 13 Aprile) sia opportuno, pur confermando in un primo momento le misure di isolamento sociale per gli over 65 e i soggetti con patologie a rischio, permettere al resto della popolazione di riprendere le proprie attività lavorativa.

Le stesse restrizioni sono attive tuttora in un’altra isola del Mediterraneo:

a Malta nonostante una densità abitativa venti volte maggiore a quella sarda, hanno predisposto l’isolamento sociale solamente per categorie a rischio, donne in gravidanza e over 65, mantenendo comunque i numeri del contagio sotto controllo.

Come ribadito più volte le peculiarità della nostra terra dovrebbero essere una risorsa anche da questo punto di vista: le piccole comunità potrebbero essere le prime a ripartire: nell’isola esistono oltre 120 comuni al di sotto dei mille residenti, tutte comunità in cui si potrebbe pensare di riaprire alle normali attività limitando i contatti con i paesi confinanti in cui esistono ancora casi di contagio in atto; in Sardegna su 377 comuni, al 13 Aprile, 262 (il 69%) non aveva ancora registrato un solo caso di contagio, e il 91% aveva un totale di contagiati inferiore a cinque persone.

Un altro dato interessante è quello del numero di positivi ogni 100mila abitanti che, su 107 province dello Stato italiano, posiziona quelle sarde agli ultimi posti: Oristano 106° su 107, Sud Sardegna 105°, Nuoro 101°, Cagliari 94°; l’unica provincia che fa eccezione è Sassari che comunque si attesta oltre metà graduatoria al 61° posto (dato aggiornato al 13 Aprile).

Si dovrebbe ricominciare a permettere la circolazione tra “paesi sanificati” in maniera tale da creare delle aree “bonificate” in cui la vita normale e le attività possano riprendere a pieno ritmo riattivando il tessuto economico dei territori per poi ricomporre un puzzle che alla fine del processo avrà rimesso in rete tutta la nostra Natzione.

Il Popolo sardo non si può permettere in un momento già travagliato per l’economia locale una chiusura totale e prolungata nel tempo, i cittadini sardi hanno affrontato con dignità e rigore questo periodo di chiusura cautelare e preventivo.

Come tutte le crisi anche questa deve costituire un’occasione di opportunità e di rilancio sociale ed economico: siamo consapevoli che probabilmente nei prossimi mesi il blocco della circolazione delle persone, da e verso l’isola, sarà prolungato. In questo contesto dovremmo far fronte ad alcune esigenze e ripensare alla valorizzazione del mercato interno, non in chiave autarchica ma di miglioramento dell’offerta, in maniera tale da rinsaldare tra i cittadini di Sardegna il senso di comunità e cooperazione ed essere pronti a rilanciarci nel sistema di relazioni e di scambi quando, a livello globale, saremo pronti a riaprirci totalmente alla fine dell’emergenza.


Leggi il Documento Politico di ProgReS sull’emergenza Covid19:

Dati e grafici su: Sardinia. Focus Covid-19 Coronavirus