Circolano sondaggi. Quali le regole di divulgazione per la stampa?

Scriviamo quanto segue perché il primo sondaggio sulle preferenze dei sardi per il candidato presidente alle Elezioni Sarde del 2024 è tra noi: circola.

Non si sa bene dove si sia palesato, né da chi sia commissionato.

La fonte è L’ANSA:

Elezioni: sondaggio, vantaggio Todde (M5s) governatrice Sardegna

Alessandra Todde (M5s) al 20%, seguono a pari merito Christian Solinas (governatore, Psd’az-Lega) e Graziano Milia (sindaco di Quartu, area centrosinistra) al 14% e, poco distaccato, Paolo Truzzu (sindaco di Cagliari, Fdi) al 13%.

Circola il primo sondaggio sulle preferenze dei sardi per chi guiderà la Regione in vista delle elezioni dei primi mesi del 2024: lo hanno commissionato alcuni imprenditori isolani, che vogliono restare anonimi, all’Istituto Piepoli.

“Lei per quale candidato presidente pensa che voterà?”, è la domanda posta al campione di mille maggiorenni residenti in Sardegna.

L’analisi è stata richiesta, da quanto si apprende, per provare a immaginare quale binario di sviluppo prenderebbe la Sardegna a seconda di chi sarà a guidare la Regione.

Una volta letto l’articolo – non entriamo nel merito dei risultati vista l’impossibilità – causa una serie di informazioni mancanti di una corretta analisi del primo sondaggio, decidiamo al volo invece di prendere a cuore le sorti di quelli che verranno: il secondo, il terzo e seguenti, perché ci preme ricordare a chi li farà circolare che correva l’anno 1995 quando l’Ordine dei giornalisti ha pubblicato La carta informazioni e sondaggi, di cui segue un estratto:

Il diritto-dovere a una veritiera e libera informazione è principio universale nel quale si riconoscono e al rispetto del quale si impegnano le categorie firmatarie del presente accordo.

Il diritto del cittadino a una corretta informazione si estende a pieno titolo alla divulgazione di dati e informazioni derivanti da sondaggi di opinione, rilevazione di atteggiamenti politici, ricerche di mercato e in generale a tutte le informazioni ottenute con la tecnica del campione statistico.

Nei confronti del pubblico (lettore-ascoltatore), la responsabilità della correttezza delle informazioni relative a sondaggi è – ciascuno per la sua parte – del soggetto che esegue il sondaggio e del soggetto che lo divulga o diffonde in qualsiasi forma.

Dovere imprescindibile di entrambe le parti è di fornire in ogni caso all’utente/ascoltatore tutte le informazioni necessarie e indispensabili per valutare l’attendibilità dei dati, la loro completezza, la loro rilevanza e significatività rispetto ai temi trattati e alle conclusioni tratte. Dovranno altresì essere forniti tutti i riferimenti necessari a spiegare in modo corretto le eventuali discordanze tra risultati di sondaggi apparentemente simili.

A questo proposito, i firmatari del protocollo si impegnano a far sì che la pubblicazione dei dati di sondaggi venga sempre accompagnata dalle seguenti informazioni, peraltro sostanzialmente recepite dal Decreto legge sulla “par condicio”:

  1. a) soggetto che ha realizzato il sondaggio e, se realizzato con altri, le collaborazioni di cui si è avvalso;
  2. b) criteri seguiti per l’individuazione del campione;
  3. c) metodo di raccolta delle informazioni e di elaborazione dei dati;
  4. d) numero delle persone interpellate e universo di riferimento;
  5. e) domande rivolte;
  6. f) percentuale delle persone che hanno risposto a ciascuna domanda;
  7. g) date in cui è stato realizzato il sondaggio.

Concetti ribaditi nel Testo unico dei doveri del giornalista pubblicato il 22/01/2019:

Articolo 10

Doveri in tema di pubblicità e sondaggi

Il giornalista:

  1. a) assicura ai cittadini il diritto di ricevere un’informazione corretta, sempre distinta dal messaggio pubblicitario attraverso chiare indicazioni;
  2. b) non presta il nome, la voce, l’immagine per iniziative pubblicitarie. Sono consentite, a titolo gratuito e previa comunicazione scritta all’Ordine di appartenenza, analoghe prestazioni per iniziative pubblicitarie volte a fini sociali, umanitari, culturali, religiosi, artistici, sindacali.

Il giornalista s’impegna affinché la pubblicazione di sondaggi attraverso i media contenga sempre:

  1. a) soggetto che ha realizzato il sondaggio e, se realizzato con altri, le collaborazioni di cui si è avvalso;
  2. b) criteri seguiti per l’individuazione del campione;
  3. c) metodo di raccolta delle informazioni e di elaborazione dei dati;
  4. d) numero delle persone interpellate e universo di riferimento;
  5. e) il numero delle domande rivolte;
  6. f) percentuale delle persone che hanno risposto a ciascuna domanda;
  7. g) date in cui è stato realizzato il sondaggio.

L’unica considerazione che facciamo è che alla domanda:

“Lei per quale candidato Presidente pensa che voterà?”

Nel primo sondaggio l’elettorato ha già le idee chiare; il 100% del campione indica un candidato tra quelli proposti. Nessuno ha un minimo dubbio, pensa di astenersi o di non votare. In previsione, l’astensionismo dal 47,8% (elezioni 2014) e dal 46,25% (elezioni 2019) nella tornata elettorale del 2024 crollerà allo 0%, un dato a dir poco clamoroso.

 

L’articolo su ANSA: Elezioni: sondaggio, vantaggio Todde (M5s) governatrice Sardegna

Ordine dei Giornalisti: La carta informazioni e sondaggi

Ordine dei Giornalisti: Testo unico dei doveri del giornalista – Articolo 10

 

 

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