Amministrative 2020 e prospettive dell’indipendentismo

Progetu Repùblica si congratula con gli attivisti del partito che in questa tornata elettorale sono stati eletti nei consigli comunali delle proprie comunità. Tanti auguri e buon lavoro dunque a Luigi Todde, Presidente Nazionale di ProgReS, nuovo vicesindaco a Samugheo e a Gabrielli Cossu Cantarella, già capogruppo di maggioranza nella legislatura uscente, rieletto consigliere e nominato Assessore alla Cultura nella nuova Giunta Comunale di Pabillonis. Cogliamo inoltre l’occasione per ringraziare per il loro operato nelle consiliature uscenti di Arborea, Mogoro e Pozzomaggiore gli attivisti Alberto Medda Costella, Lessandru Loi Piras e Sarah Poddighe che, dopo il termine del loro mandato, hanno deciso di non ripresentarsi alle elezioni.

Progetu Repùblica ha sempre considerato le elezioni amministrative il primo livello fondamentale di partecipazione politica alla vita delle 377 comunità sarde in cui, nei dieci anni trascorsi dalla fondazione del partito, decine di attivisti e persone che si sono formate politicamente nella nostra organizzazione, hanno avuto modo di condividere da amministratori la visione e la progettualità del nazionalismo sardo repubblicano nei loro paesi. In questo contesto, fin dal primo giorno, il Progetu Repùblica ha avuto chiaro un principio: non scendere a compromessi con le organizzazioni italiane che in Sardegna rappresentano la longa manus del centralismo statale italiano.

Chi ha avuto modo di relazionarsi politicamente con ProgReS, sia in ambito locale che nazionale, è a conoscenza del fatto che questo principio è inserito, nero su bianco, nei nostri documenti: un iscritto a Progetu Repùblica, fin dalla sottoscrizione del suo tesseramento da sostenitore, sa che per regolamento interno – anche nelle elezioni amministrative – il Partito non prevede alleanze con organizzazioni italiane.

L’obbiettivo di ogni iscritto a Progetu Repùblica che vuole concorrere alle amministrative è quello di presentare una lista del partito, una lista nazionalista o in ultima analisi concorrere come candidato in una lista civica, a patto che nella stessa non siano presenti esponenti di rilievo di partiti italiani – o del loro sistema di potere – in particolar modo nelle elezioni in comunità che superano le 15000 persone che rivestono per Progetu Repùblica tornate elettorali di rilevanza nazionale.

Facciamo queste premesse per introdurre un’analisi e una riflessione più ampia rispetto all’ultima tornata elettorale e a quelle future: crediamo che il presunto pragmatismo di alcuni – sinceri – patrioti sia servito a mimetizzare la smania di alcuni di entrare nelle istituzioni, pur sapendo che la possibilità di incidere per il bene della propria comunità non sia tangibile quando ci si accoda da posizioni minoritarie a carrozzoni unionisti;

La realtà dei fatti dimostra che spesso centinaia di voti indipendentisti finiscono per essere convogliati verso interessi molto distanti da quelli del popolo sardo, senza ottenere nulla in cambio se non il riconoscimento di essere dei buoni portatori d’acqua da parte di soggetti politici italiani e affini.

Noi non crediamo che i nostri principi possano essere imposti ad altri: se fossimo d’accordo su tutto avremmo un Partito Nazionale, ma crediamo che – al di là del principio che ognuno ha diritto a perseguire la propria strada verso l’emancipazione della Sardegna – in questo momento alcune scelte siano deleterie per il comune percorso di Liberazione.

Progetu Repùblica auspica che in futuro il bene della Nazione Sarda – e del Popolo di Sardegna – sia l’unico faro che guidi l’agire politico dell’indipendentismo, e che la politica di piccolo cabotaggio su posizioni minoritarie e subalterne alle organizzazioni politiche italiane e ai loro manutengoli, se pur “civicamente” mascherati, non venga replicata nelle prossime elezioni.