Milia: «Paolo Fadda si dimetta» – UNIONE SARDA 07.05.2011
Per alcuni il rischio di commissariamento è dietro l’angolo. Per altri tutto si sistemerà. Certo è che ieri il Comitato portuale non ha approvato il bilancio consuntivo dell’Autorità portuale. Potrebbe farlo entro due settimane. Ma non è detto che, ammesso che arrivi il sì – ed è tutt’altro che scontato – non venga impugnato. La legge prevede, infatti, che il bilancio venga approvato entro il 30 aprile. Ma consente di approvarlo nei giorni successivi purché la convocazione del Comitato avvenga entro il 30 aprile. Essendo stata superata quella data, per uscire dalle sabbie mobili occorrerebbe trovare un escamotage giuridico. Ma è certo che qualcuno si opporrà.
Soprattutto chi, ieri, ha detto no al documento contabile (quattro componenti) o si è astenuto (sette). E siccome l’astensione equivale al voto contrario (i sì sono stati solo tre) il bilancio si avviava verso la clamorosa bocciatura. Ma la richiesta di alcuni componenti di avere più tempo per visionare gli atti ha consentito al presidente di uscire da una situazione critica e aggiornare il Comitato ai prossimi giorni.
Certo è che dentro il porto è guerra totale. Ad alimentare la tensione, oltre al corposo contenzioso sulla delimitazione delle aree portuali e all’inchiesta penale sulla legittimità della costituzione del Cacip, è stata una lettera inviata mercoledì dal presidente dell’Autorità portuale Paolo Fadda al ministero delle Infrastrutture e a alcune associazioni di categoria in cui segnala un conflitto di interessi nel quale si troverebbero Antonio Musso, amministratore delegato della Grendi, Gianni Biggio, leader della Nuova Saci, e Oscar Serci, direttore generale del Cacip. Secondo Fadda, essendo controparte della battaglia al Tar sulla delimitazione delle aree portuali, i tre non possono far parte del Comitato. La riunione di ieri inizia con una durissima polemica su quella lettera. A innescarla è Vittorina Baire, delegata del presidente della Provincia (che aveva votato no anche al bilancio di previsione). Poi parlano Serci («in comitato rappresento gli imprenditori, non il Cacip»), Biggio («sono qui per i trasportatori»). Si va al voto, poi al rinvio. In serata l’affondo di Graziano Milia: «Quello che si prepara sarebbe l’ennesimo atto irregolare di questa gestione poco entusiasmante. Spero che il presidente non attenda di essere sfiduciato e si dimetta». (f.ma.)

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