Proposta di ProgReS: sfruttare l’articolo 9 dello Statuto speciale
«Se si inserisse l’articolo 9 dello statuto nella Finanziaria regionale la Regione potrebbe riscuotere direttamente i tributi e fare a meno di Equitalia».
Gli indipendentisti di ProgReS hanno una ricetta che consentirebbe di venire a capo del grave problema che affligge migliaia di imprese sarde messe in ginocchio dai metodi di riscossione di Equitalia. «L’articolo 9», spiega Bobore Bussa, consigliere provinciale di ProgReS a Nuoro, «dispone che la Regione possa affidare agli organi dello Stato l’accertamento della riscossione dei propri tributi. Quindi la prassi della riscossione tramite gli organi dello Stato, quella che ci ha causato un danno miliardario, è una facoltà non un obbligo».
Per ProgReS, ciò che va capito «è se ci si riferisca solo ai tributi regionali, come è stato fino ad oggi seguendo un’interpretazione a nostro modo di vedere errata, oppure alla totalità dei tributi citati nell’articolo 8 dello statuto».
Ma secondo Salvatore Acampora, segretario nazionale di ProgReS, non ci sono dubbi: «Se andiamo a verificare nel dettaglio ci accorgiamo che i “tributi propri” sono solo quelli istituiti dalla Regione (come nel caso della famosa tassa per l’ambiente erroneamente e maliziosamente denominata dai media tassa sul lusso). Il Titolo III, Finanze, Demanio e patrimonio», precisa Acampora, «all’articolo 7 recita che la Regione ha una propria finanza, coordinata con quella dello Stato, in armonia con i principi della solidarietà nazionale, nei modi stabiliti dagli articolo seguenti. All’articolo 8 sono citati i “propri tributi“, cioè quelli versati dai sardi allo Stato di cui la Sardegna ha una compartecipazione».
Insomma per ProgReS «è evidente che la competenza e consistenza finanziaria della Sardegna non si limita ai tributi propri, ma anche i “propri tributi”. Per questo la Regione sarda può non delegare lo Stato (Equitalia) ma provvedere per proprio conto alla riscossione come già ottenuto dalla Sicilia con il Decreto della presidenza della Repubblica del 26 Luglio 1965.
Sergio Atzeni
«Esautorare Equitalia si può: basta lo Statuto»
LA Nuova Sardegna 22/11/2011
Iniziativa di ProgReS a favore delle imprese
Cagliari. Il problema della pressione di Equitalia sulle imprese sarde ancora una volta sotto i riflettori di ProgReS, ieri mattina durante una conferenza stampa nella sede di via Tempio 27.
Secondo il segretario nazionale del partito, Salvatore Acampora, la prorompente azione della società di riscossione tributi non può essere fermata né con il digiuno per l’articolo 51 né con la modifica dell’articolo 9 dello Statuto sardo, come proposto dalla giunta Cappellacci, bensì attraverso la corretta applicazione dello stesso.
L’articolo 9 infatti recita: «La Regione può affidare agli organi dello Stato l’accertamento e la riscossione dei propri tributi».
Quindi, secondo Acampora, la prassi della riscossione tramite gli organi dello Strato, «quella che ci ha causato un danno miliardario», non è obbligatorio ma è di libera scelta, e tutto si gioca sul verbo “può“, non impositivo come il “deve“, e aperto pertanto a più opzioni.
Per questo motivo sabato 26 e domenica 27 novembre Progetu Repùblica lancerà la campagna di sensibilizzazione “L’Isola del tesoro“; durante la quale gli attivisti di ProgReS saranno presenti nelle principali piazze sarde.
Il loro obbiettivo è spiegare che la vertenza entrate e la pressione esercitata da Equitalia potrebbero essere risolte attraverso l’applicazione dell’articolo 9 nella sua forma attuale e non chiedendo come alternativa l’attuazione dell’articolo 51.
Salvatore Acampora sottolinea inoltre quanto dannosa possa essere la recente proposta del presidente Cappellacci della riscrittura dell’Articolo 9 dello Statuto Sardo, «una azione che porterebbe ad un’ulteriore ritardo nella creazione di un’Agenzia delle entrate sarda».
Pierluigi Carta
Equitalia: ProgReS, la soluzione è la reale applicazione dell’Articolo 9 dello Statuto
AGI – 21/11/2011
Cagliari. Sta nella corretta applicazione dell’articolo 9 dello statuto sardo la soluzione al problema del contestato sistema di riscossione dei tributi gestito da Equitalia. Lo sostiene il movimento indipendentista ProgReS – Progetu Republica, che il prossimo fine settimana lancerà una campagna di sensibilizzazione chiamata “L’isola del tesoro”.
Attivista di ProgReS saranno presenti nelle principali piazze sarde per spiegare che “la vertenza entrate e la pressione esercitata da Equitalia potrebbero essere risolte attraverso l’applicazione dell’articolo 9 nella sua forma attuale e non chiedendo come alternativa l’attuazione dell’articolo 51″. L’iniziativa è stata presentata stamane a Cagliari dal segretario nazionale del movimento, Salvatore Acampora e dai dirigenti nazionali di ProgReS Yurj Pili, Luigi Cocco e Gabrielli Cossu, secondo i quali è “dannosa” la recente proposta del presidente della regione, Ugo Cappellacci, di riscrivere l’articolo 9. “Comporterebbe”, spiegano gli esponenti indipendentisti, “un ulteriore ritardo nella creazione di un’agenzia delle entrate sarda”.
Nell’attuale formulazione, l’articolo 9 dello statuto prevede che la Regione possa affidare agli organi dello Stato l’accertamento e la riscossione dei propri tributi. Secondo gli esponenti di ProgReS, quindi, la prassi della riscossione tramite gli organi dello Stato non è obbligatoria ma “di libera scelta”. Inoltre, nel termine “propri tributi” – sostengono gli indipendentisti – è compresa la totalità dei tributi citati nell’articolo 8 dello statuto e non solo quelli regionali.
ProgReS chiede che già nella prossima finanziaria la Regione sancisca la riapertura dell’Agenzia delle entrate della Sardegna, cui dare mandato di accertamento e riscossione dei tributi. “Si abbia, dunque, il coraggio di innescare una causa che portare la Corte costituzionale”, sostengono gli indipendentisti, “a doversi pronunciare ed emettere sentenza sulla costituzionalità della procedura di accertamento e riscossione dei propri tributi”.

