
ProgReS Progetu Repùblica Casteddu accoglie con favore l’atto della giunta comunale di Cagliari, a seguito della petizione della presidente provinciale del Comitato Unicef Rosella Onnis, di concedere la “cittadinanza onoraria” a tutti i bambini residenti in città ma figli di genitori stranieri.
Il riconoscimento della cittadinanza alle persone – nate nella nostra città o che vi risiedono stabilmente – è infatti il primo passo per garantire l’integrazione all’interno della società. Appare dunque essenziale che tale prassi sia diffusa a tutto il territorio sardo, iniziando con altrettante “cittadinanze onorarie”, con lo scopo finale che la cittadinanza dei nativi sardi (anche se di famiglie straniere) diventi un diritto naturale.
ProgReS Casteddu ricorda come uno dei punti qualificanti del proprio programma di governo presentato durante le ultime elezioni cittadine fosse proprio quello di favorire la pluralità e il multiculturalismo.
La cittadinanza non è solo un atto burocratico, ma è uno strumento fondamentale per vedere riconosciuti i propri diritti di cittadino, soprattutto per quanto riguarda le categorie più vulnerabili come i bambini. Per questo pensiamo che sia giusto diffondere l’esperienza di Cagliari al resto della nazione sarda, in maniera che la Sardegna possa essere un esempio in Europa per quanto riguarda le politiche di accoglienza e rispetto delle altre culture.
Infine non possiamo non notare il fatto che purtroppo si debba ricorrere a provvedimenti ”speciali” per poter vedere riconosciuti, all’interno dell’ordinamento giuridico italiano, dei diritti fondamentali. Progetu Repùblica lavora fin da oggi alla costruzione di uno stato sardo che abbia come principi quelli della solidarietà e della inclusività, a prescindere dai luoghi di provenienza o di nascita dei cittadini. Una futura Repùblica in cui chi nasca o viva stabilmente nella nazione sarda possa avere gli stessi diritti e doveri di chi ha genitori sardi. Una nazione in cui la cittadinanza sia strumento di accoglienza e di integrazione, e non di divisione ed esclusione, in cui tutti i bambini possano essere cittadini sardi normali, protagonisti della Sardegna di domani.
