Il rinnovamento della politica e la rappresentanza democratica

5 ottobre 2011 Lascia un commento »

da Sardegna24 del 05/10/2011

Gentile direttore,

il tema del rinnovamento della politica è molto caro a ProgReS – Progetu Repùblica, insieme a quello del coinvolgimento dei cittadini nell’assunzione di responsabilità nella sfera pubblica. Si tratta di uno dei cardini della nostra teoria e della nostra prassi. Per questo non possiamo che accogliere con favore ogni iniziativa che proceda in tal senso.
Tuttavia, tanto la vostra lettura politica della mancata riduzione dei consiglieri regionali quanto l’iniziativa che sul tema Lei e Sardegna24 proponete non ci sembrano andare in tale direzione e proprio per questo non possiamo reputarle convincenti.

A nostro avviso, hanno tutta l’aria di essere – malgrado le buone intenzioni – solo una operazione retorica, fine a sé stessa. Anzi, peggio, controproducente per le sue stesse finalità dichiarate. E ovviamente tralasciamo il possibile sospetto che ci siano dietro meri calcoli di natura elettoralistica.
Il problema dei costi della politica non ha nulla a che fare col numero di consiglieri regionali. Gli attuali 80 rappresentanti dei sardi nel nostro massimo consesso democratico non sono né molti né pochi, se paragonati al numero di membri negli analoghi organismi dei paesi europei paragonabili alla Sardegna per dimensione territoriale e/o demografica. Possiamo discutere sulla qualità e sulla produttività dei nostri consiglieri regionali, ma sarebbe un altro discorso. In questo senso dovremmo auspicare un rapido e pressoché totale svuotamento del consiglio regionale e magari – dato che stiamo sconfinando in quella che i critici più seriosi definiscono “antipolitica” – anche delle segreterie e delle nomenklature di tutti i maggiori partiti. Ma è una deriva populista che ci affascina poco.

Ridurre gli spazi di rappresentanza democratica, sia in termini politici sia territoriali, non ci sembra una grande soluzione alle mancanze, certo gravissime, di questa classe dirigente. Perché ciò e non altro configurerebbe la mera riduzione del numero dei consiglieri regionali, stante la vigente legge elettorale e in presenza delle attuali dinamiche di raccolta del consenso.
A tale decurtazione netta non dei costi della politica ma della politica stessa, come partito dichiaratamente democratico prima ancora che come partito indipendentista, non possiamo che essere contrari.

Saremmo invece favorevoli a qualsiasi iniziativa volta a ridurre gli emolumenti percepiti dai nostri consiglieri regionali, quelli sì ingiustificabili ed esorbitanti ben oltre i limiti della decenza. Una campagna di raccolta firme per la riduzione dei compensi, magari con la previsione di un tetto massimo comparabile col costo della vita in Sardegna e con lo stipendio medio di un lavoratore sardo, salvando giusto i rimborsi per le spese di servizio (certificate e giustificate), ed eliminando qualsiasi vitalizio, ci troverebbe concordi e attivamente partecipi. Senza affatto dimenticare, con questo, gli sprechi meno visibili, ma non meno dannosi, come quelli relativi alle consulenze, alle assunzioni nepotistiche e/o clientelari, alle voci di spesa mimetizzate, agli uffici e agli enti inutili: tutte uscite che si potrebbero ridurre praticamente da un giorno all’altro, volendo, ben più facilmente e con molto meno clamore della riduzione del numero di rappresentanti del popolo.
In ogni caso, come ProgReS – Progetu Repùblica saremo sempre pronti a schierarci apertamente a favore di qualsiasi iniziativa che restituisca spessore alla parola “democrazia” e le affianchi tutti i possibili – e a nostro avviso necessari – passi per riempirla del concetto di sovranità.
Cordiali saluti,

Omar Onnis
Presidente di ProgReS – Progetu Repùblica

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