C’è poco da ridere

1 febbraio 2012 Lascia un commento »

Ci sono momenti in cui le barzellette non fanno più ridere. Noi ci troviamo in uno di quei momenti. Le dichiarazioni del presidente Cappellacci su una reiterata richiesta di incontro inviata al presidente del consiglio Mario Monti non suscita più l’ilarità amara che tale messinscena avrebbe suscitato sino a qualche tempo fa. Ormai suona come il tentativo patetico di distrarre i sardi con mezzucci da cabaret.

La politica sarda ha un preciso dovere: dare risposte alla Sardegna in nome e per conto dei nostri interessi collettivi, delle nostre necessità, delle nostre legittime aspirazioni. Rivedicare aiuto dall’Italia non corrisponde a questo dovere. Le richieste di aiuto alla stato centrale, impegnato a garantirsi una difficoltosa sopravvivenza, sono evidentemente del tutto inutili, oltre che poco dignitose.

ProgReS non condivide affatto la farsesca unità d’intenti delle forze politiche presenti in consiglio regionale propagandata oggi come ricetta definitiva per i nostri mali. Ci sembra un insulto alla nostra intelligenza e a quella dei sardi.

ProgReS pretende un impegno serio, da quelle stesse forze politiche. Intanto sulla questione delle entrate, lasciata in disparte mentre sarebbe il momento di farla valere con tutte le nostre forze e tutto il nostro buon diritto. Ci chiediamo che senso abbia chiedere sostegno economico a quello stesso stato italiano che non ci restituisce intanto i tributi che ci spettano, soldi nostri, dei nostri lavoratori. Ci chiediamo che senso abbia mendicare un aiuto che noi stessi non vogliamo darci da soli.

Poi sulla vertenza industriale. È indispensabile pretendere dall’Alcoa non che rimanga in Sardegna, ma che ripulisca a spese proprie prima di andarsene. Vanno pianificate le bonifiche, acquisendo dall’Alcoa e eventalmente dagli altri soggetti interessati i fondi necessari all’opera di risanamento ambientale. Al contempo deve essere progettata una riconversione produttiva per l’intera area del Sulcis, così come anche per Porto Torres.

Infine, come ulteriore priorità, va affrontato seriamente il problema dell’approvvigionamento energetico e delle infrastrutture, senza sudditanze verso interessi consolidati o estranei ai nostri bisogni presenti e futuri.

Sono tutti ambiti in cui si può e si deve agire da subito, senza mendicare nulla a nessuno.

Riteniamo un nostro preciso dovere esercitare la politica della verità. Non facili demagogie o contentini propagandistici. Le cose da fare sono quelle. Non è più tempo di sotterfugi. È tempo di costruire la nostra autodeterminazione partendo dai problemi attuali, attuando le soluzioni praticabili che abbiamo già a disposizione.

Anche di questo parleremo domenica 5 febbraio, a Macomer, nel corso della nostra Assemblea Nazionale. Un’altra tappa nel percorso di consolidamento di un progetto politico serio, responsabile e onesto, al servizio di un grande sogno di libertà.

Condividi

  • http://twitter.com/EnricoSuPoeta Enrico Piras

    Io ho scritto la mia in proposito, che troverete nel mio blog: http://inlibertade.blogspot.com/2012/01/al-termine-di-una-settimana-caldissima.html